Allarme videogiochi: un FarWest senza controlli

Home / Allarme videogiochi: un FarWest senza controlli - 23 giugno 2018 , by smondelli

Impoverimento delle famiglie; crollo del rendimento scolastico; problemi di socializzazione dovuti a una caduta verticale delle esperienze sociali. Fino al rischio di finire incagliati nella rete dei pedofili.

Sono alcuni dei danni che stanno subendo sempre più preadolescenti italiani, veri “tecnodipendenti” dai giochi mobile come “Clash Royale” e “Clash of Clans”. Giovani vittime di applicazioni studiate apposta per tenerle ancorate al gioco senza soluzione di continuità e che via via pongono sfide sempre più impossibili, fino a quando l’utente non è costretto a scegliere se abbandonare o iniziare a comprare gli “aiutini”. In un circolo vizioso e infinito. E per avere i soldi per permettersi Carte leggendarie e Bauli magici, strumenti indispensabili per scalare le classifiche del game, una percentuale sempre più alta di giovani utenti arriva a rubare in casa o a dilapidare i propri conti in banca.

Ma questa dura realtà ha un lato anche peggiore. «Solo negli ultimi tre mesi, Telefono Azzurro ha gestito molti nuovi casi di preadolescenti e adolescenti che hanno incontrato situazioni di grande rischio nella chat interna di “Clash Royale” e “Clash of Clans”», spiega la dottoressa Simona Maurino, psicologa e consulente della Onlus. «La piattaforma del gioco è divenuta un luogo dove gli adescatori  insidiano i minori. Un fenomeno non solo italiano: confrontandoci con i colleghi stranieri, abbiamo scoperto che ciò sta accadendo in molti Paesi europei. Il caso che ci ha aperto gli occhi è stato quello di Giuseppe (nome di fantasia, ndr), un 13enne alle prese con l’esplorazione della propria sessualità online: dopo anni di gioco a Clash, è finito tra le braccia di adulti che lo hanno adescato partendo proprio dalla chat dell’applicazione e con i quali nei mesi seguenti ha scambiato moltissimi video e foto sessualmente espliciti».

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